I quadri strumenti e l’avionica: per tanto tempo sono stati l’aspetto che si tendeva a rimandare: troppo costosi, troppo specifici, spesso da realizzare da soli. Da quando MOZA Racing ha completato la sua gamma di prodotti per il volo, e Honeycomb, Logitech e Winwing sono già sul mercato, la questione è cambiata. Non si tratta più di «ma esiste?», bensì di «in che ordine lo compro». È proprio quello che voglio proporti qui: un ordine di acquisto, dal primo pannello che fa davvero la differenza fino all’ecosistema completo. Per le basi, le levette e i telai, trovi tutto nella guida completa ai simulatori di volo per PC; qui mi concentrerò solo sugli strumenti.
Prima di tutto: cosa stai rubando?
È l’unica cosa da chiarire prima di tirare fuori la carta di credito, perché da lì dipende tutta la lista della spesa. Una console Airbus non ti serve a niente se passi le serate su un 737, e un pannello di controllo di un aereo di linea non ha alcun senso se voli soprattutto su un Cessna o su un caccia.
- Airbus: ti servono l’FCU (pilota automatico) e l’MCDU (piano di volo). È l’ambiente con la dotazione hardware più completa al momento.
- Boeing: stessa logica, terminologia diversa, il CDU sostituisce l’MCDU e la dotazione hardware è più ridotta.
- Aviazione generale: non c’è una console FMS separata come su Airbus o Boeing, ma un glass cockpit (la suite Garmin G1000), dove questa funzione è integrata nello schermo.
- Combattimento / DCS: un mondo a sé stante, con gli schermi e la console dell’F/A-18.
Non mi dilungherò sui dettagli del vocabolario, lo conosci sicuramente già. Quello che mi interessa è l’ordine in cui questi pezzi hanno il loro valore.
Il primo acquisto: il massimo in termini di abitacolo al minor costo

Se dovessi sceglierne solo uno, sarebbe il pannello di controllo FMS. È quello che cambia di più una sessione: preparare un volo con la tastiera in mano, invece di cliccare con il mouse su uno schermo 2D, è tutta un’altra cosa. Da MOZA, questo significa il MA3F FCD (l’MCDU dell’A320) o l’ MB7F FCD (il CDU 737), a seconda di quale modello preferisci. Quello che mi piace di questo approccio è che il pannello frontale ti offre i tasti veri, così ti abitui ai comandi, anche se la logica dell’FMS va ancora imparata nell’add-on.
In pratica, cambia la natura stessa di una sessione. Invece di sbrigare i preparativi in due clic, ti siedi, inserisci il percorso e le prestazioni sul simulatore, rileggi le tue note prima di partire. Il volo inizia prima del decollo, ed è proprio questo rituale in più che fa sì che molti di noi rimangano affezionati al simulatore di volo. Un touchscreen ti illude per due settimane; una vera console, invece, non ti stanca mai. E se metto la console davanti al pannello del pilota automatico, è una questione di tempo di contatto: a ogni volo, passi molti più minuti con il naso nell’FMS che con le dita sull’FCU.
Hai un budget più limitato? Non disdegnerei affatto la soluzione modulare. La gamma Logitech Pro Flight (Switch, Radio, Multi Panel) non sembra un granché a prima vista, ma copre l’essenziale a un prezzo molto più basso. È un vero punto di partenza, non un premio di consolazione.
Il gradino che ti porta nella “vera cabina di pilotaggio”

Una volta montato l’FMS, il secondo acquisto dipende ancora dalla disciplina, ed è qui che il setup diventa un cockpit.
Per quanto riguarda Airbus, aggiungerei il MA3F EFCM : l’FCU e le sezioni EFIS, con quelle rotelle a spinta-trazione che riproducono il movimento dell’aereo. È disponibile in tre configurazioni (solo FCU, FCU più un EFIS o il pacchetto completo), quindi puoi distribuire la spesa nel tempo, ed è proprio il tipo di soluzione che mi piace: non sei costretto a pagare tutto in una volta per iniziare a regolare altitudini e rotte con le rotelle invece che con la tastiera.

Nell’aviazione generale, il “palier” è il glass. Il MGX1000 sostituisce il sistema G1000 su uno schermo da 10,4 pollici, e ogni unità può essere impostata come PFD o MFD: due moduli e il display della cabina di pilotaggio è completo. L’unica cosa che controllerei prima di comprarlo: il segnale video passa tramite DisplayLink via USB, non tramite HDMI. In pratica, è piuttosto un vantaggio, perché ti lascia libera un’uscita video. MOZA è pensato per gli aerei che supportano nativamente il G1000 su MSFS e X-Plane, dal Cessna 172 al DA40.
Due parole sui gas, visto che me lo chiedono sempre: sugli Airbus, le manette restano nelle loro posizioni mentre il FADEC è in funzione; sui Boeing, invece, si muovono da sole. Sono pochi i quadranti per il grande pubblico che riproducono questo movimento motorizzato, e il MOZA MTQ non è tra questi: le sue leve TQA (Airbus) o TQB (Boeing) puntano sulla sensazione e sulla disposizione, non sull’automatismo. Da considerare un acquisto di comfort, non una priorità.
Quello che non farei di fretta
Meglio dirlo subito, perché è proprio lì che si spreca il budget per niente. Ecco alcune trappole negli ordini di acquisto che io eviterei:
- Inizia con il combattimento. Il pannello di controllo Hornet è fantastico, ma è un pezzo da veri esperti: se non sei un appassionato di DCS, non è così che si costruisce una postazione.
- Comprare per uno sport che in realtà non pratichi. Un MCDU Airbus nuovo di zecca che sta prendendo polvere perché, in fondo, preferisci il 172: succede più spesso di quanto si pensi.
- Andare alla ricerca di joystick motorizzati. Sulla carta sembra allettante, ma su un cockpit fatto in casa è una soluzione costosa; la sensazione che ti dà un buon quadrante a scatti è più che sufficiente.
- Pensare che il cartello sostituisca l’apprendimento. È l’interfaccia a fare la differenza, non la procedura; senza un buon tutorial sull’add-on, anche il MCDU più bello rimane solo un fermacarte luminoso.
Cosa voglio vedere prima di decidere
Non ho intenzione di darti un giudizio definitivo su un prodotto che non ho ancora avuto modo di provare a lungo. Ecco alcuni aspetti che valuterò attentamente: la qualità costruttiva effettiva dei pannelli frontali e, soprattutto, la corsa dei tasti, perché è proprio questo il bello di una vera console. Anche la maturità del software MOZA Cockpit, perché un ecosistema vale solo se il mapping funziona senza intoppi. E il comportamento di DisplayLink nella pratica, in termini di fluidità di visualizzazione, quando due schermi girano insieme al simulatore. Queste sono le domande che mi pongo, e su cui aspetto i primi riscontri prima di consigliarlo a occhi chiusi. Un bel pannello che delude una volta che lo hai tra le mani, mi è già capitato, ed è proprio il tipo di dettaglio che nessuna scheda prodotto ti dirà mai.
L’endgame: quando l’ecosistema prende il sopravvento
È proprio qui che il mio ragionamento cambia completamente. Preso singolarmente, un pannello MOZA è paragonabile a un Honeycomb o a un Winwing, punto. Ma nel lungo periodo, ciò che conta è il numero di marche e di software che accumuli. Cinque driver USB, cinque programmi di mappatura, cinque aggiornamenti da tenere d’occhio: è qui che le configurazioni vanno in tilt.
Il bello di MOZA, secondo me, è che racchiude l’intera catena in un unico software, MOZA Cockpit: base con force feedback, stick o sidestick Airbus, pedali, manetta e ora anche i pannelli e il glass. E questi pannelli si montano con standard VESA 75, quindi su un braccio per monitor o su un supporto in profilato, senza dover armeggiare con adattatori. Per il combattimento, c’è la linea specializzata: il FMP18 riproduce la console anteriore dell’F/A-18 (i DDI, l’AMPCD, il pannello frontale) con montaggio magnetico. Non è certo da qui che inizierei, ma per un appassionato di DCS già attrezzato, questo completa la postazione.
Insomma, l’ecosistema non è il primo acquisto da consigliare. È un percorso: ci arrivi pezzo per pezzo, ed è proprio quando il setup si allarga che diventa conveniente. Se manca un solo componente, il calcolo è discutibile; con cinque componenti, la questione del software unico e dell’assemblaggio omogeneo finisce sempre per tornare in ballo.
La concorrenza: chi tengo d’occhio a ogni tappa
Per descrivere MOZA in modo sincero, ecco cosa mi viene in mente a seconda del momento:
- Per iniziare con la GA: Honeycomb (yoke Alpha e quadrante Bravo con le sue spie di allarme) rimane un punto di partenza difficile da battere. Questa combinazione copre già il pilotaggio e una parte dell’automatismo, il che la rende un primo passo davvero vantaggioso.
- Per chi ha un budget limitato: Logitech Pro Flight, il sistema modulare più conveniente. Puoi aggiungere i moduli man mano che vai avanti, ed è imbattibile per fare pratica senza impegno.
- Per il combattimento: Winwing è installato da tempo (MFD, UFC Hornet e un MCDU recente), con VKB sui comandi circostanti. Se sei un fan sfegatato di DCS, questo è l’ecosistema concorrente più credibile.
- Per avere un ecosistema completo: MOZA, se vuoi gestire tutto da un unico software e smettere di passare da una marca all’altra.
Nessuno di questi marchi è una cattiva scelta per iniziare. La differenza si vede nel lungo periodo, nella coerenza dell’insieme.
E tu, cosa metti per primo?
Per quanto mi riguarda, la mia priorità è prima di tutto la console FMS, poi il pannello dell’autopilota o il glass, e infine l’ecosistema completo per chi vuole renderlo una parte fondamentale della propria installazione. A parte questo, per gli appassionati di DCS.
Ma non c’è una risposta univoca, ed è proprio questo che rende l’argomento interessante. Inizieresti dall’MCDU per tenere le mani occupate durante la preparazione, dal pannello “glass” per gli avvicinamenti, o direttamente dal pannello Hornet? Dimmi da quale pannello faresti partire il tuo quadro di comando.







0 commenti